LAN e VPN
Il server resta sulla rete privata: VPN e regole dei dispositivi remoti sono gestite dal vostro IT.
La VPN estende il perimetro logico, non crea una rete isolata: in un ambiente air gap l’uso avviene solo in LAN.
ARBoard gira interamente sui vostri server, nella vostra rete: applicazione, database e modelli AI. Nessun dato lascia la rete aziendale.
ARBoard si installa su un server centrale, nel vostro rack, accanto agli altri sistemi. Non un servizio in cloud da raggiungere, ma una macchina che il vostro reparto IT conosce, gestisce e protegge.
Ogni postazione autorizzata, nel browser.
Nel rack aziendale: ARBoard in Docker, con i dati persistenti.
Wibu-Systems CodeMeter, sul server o sull’host CodeMeter. Verifica in locale.
Motore LLM e modelli, nella vostra rete.
Un PC autorizzato entra da un varco controllato, in un tunnel cifrato.
Database e documenti, nel vostro piano di backup.
Nel profilo isolato, il traffico verso Internet si ferma al confine.
Non necessario per l’operatività.
In sede, il PC aziendale si collega attraverso la LAN. Fuori sede, un PC autorizzato entra con la VPN aziendale: un tunnel cifrato che lo porta dentro il perimetro, fino al server.
Il server resta sulla rete privata: VPN e regole dei dispositivi remoti sono gestite dal vostro IT.
La VPN estende il perimetro logico, non crea una rete isolata: in un ambiente air gap l’uso avviene solo in LAN.
La licenza vive in una chiave USB Wibu-Systems CodeMeter, collegata al server o all’host che gestisce CodeMeter. La verifica avviene in locale, senza Internet e senza servizi cloud.
In una macchina virtuale, la chiave USB deve essere visibile al runtime CodeMeter.
Lo stesso conteggio vale per chi lavora in sede, sulla LAN, e per chi entra da fuori con la VPN. Il server tiene il conto dei posti in uso.
Anche da remoto: il client in VPN occupa un posto.
L’installazione è un pacchetto: immagini Docker e configurazione per il vostro ambiente. Arriva già completo, con modelli e dipendenze, perché all’avvio non serva scaricare nulla.
Immagini Docker e configurazione, in un unico pacchetto.
Immagini, modelli e dipendenze, pronti prima dell’avvio. Entrano dal varco controllato dal vostro IT.
Database e documenti su volumi locali e persistenti, inclusi nel vostro piano di backup.
Pacchetti approvati, trasferiti secondo le procedure aziendali.
Per portare una scheda in ARBoard si parte dai file che avete già. Le postazioni sono i normali PC della rete aziendale.
Che cosa diventa quel file: componenti, net, 3D e stack-up nella piattaformaIl cuore dell’AI è un motore LLM con il suo modello, ospitato localmente. ARBoard lo chiama attraverso la rete interna, come chiama il proprio database: ARBerto, il collega AI di ARBoard, risponde da qui. Le domande dei tecnici non escono dall’edificio.
Accanto ad ARBoard, nel vostro rack.
Secondo il carico e le risorse disponibili.
La scelta dipende dal carico di lavoro e dalle risorse disponibili.
Cambia l’engine, non cambia il collegamento.
ARBoard si collega ai modelli con le API OpenAI-compatible, un’interfaccia adottata da quasi tutti i principali engine. Potete usare un LLM open source già in azienda o metterne a disposizione uno nuovo.
«OpenAI-compatible» indica il formato delle API. Modello e dati restano in azienda.
L’engine deve supportare il modello e le funzioni API usate da ARBoard, come chiamate agli strumenti e risposte strutturate.
Ricerca documentale, trascrizione e sintesi vocale, se abilitate, restano anch’esse locali.
Che cosa fa ARBerto, il collega AI, sulla scheda: la piattaforma
Che cosa resta dentro? Tutto. Elaborazione e conservazione avvengono nella vostra infrastruttura.
Schede, documenti e modelli 3D.
Sessioni, cronologia e report.
Richieste, risposte e audio, se utilizzato.
Nel profilo isolato i servizi sono locali e il traffico Internet in uscita è bloccato: se qualcosa prova a uscire, il confine lo ferma.
Vale per la configurazione on-premise descritta in questa pagina: le integrazioni che richiedono risorse esterne non fanno parte del profilo isolato.
Da dove nascono sessioni, cronologia e report: riparazione e rework al banco
| Collegamento | Protocollo | Scambio |
|---|---|---|
| Browser → server | API REST su HTTPS | Richieste e risposte, dati JSON e caricamento di file. |
| Browser ↔ server | Socket.IO su WebSocket sicuro (WSS) | Eventi e aggiornamenti in tempo reale, su un canale persistente. |
| Server → motore LLM | API OpenAI-compatible | POST /v1/chat/completions, con risposte anche in streaming (SSE). |
HTTPS e WSS richiedono un certificato TLS attendibile. Se il vostro IT interpone un reverse proxy, deve consentire WebSocket e risposte in streaming.
La messa in servizio si fa insieme al vostro IT, in quattro passi: dall’ambiente fino al collaudo, che si chiude con Internet scollegato.
Server, rete, storage, certificati e backup.
Docker e chiave USB Wibu-Systems CodeMeter.
Endpoint interni, modelli e servizi locali.
Client, porte e firewall, licenze e flussi dati.
L’ultima verifica è la più facile da capire: si scollega Internet. Le postazioni continuano a lavorare, il server risponde, l’AI risponde, e non parte alcun traffico verso servizi esterni. Il vostro IT può controllarlo direttamente sui flussi di rete.
Accesso VPN: si verifica separatamente, se previsto dalle policy aziendali.
Server applicativo e risorse AI si dimensionano separatamente, con una prova sul vostro carico reale.
Le taglie CPU, RAM e GPU si definiscono nel dimensionamento dell’installazione.
In concreto, che cosa serve? Ecco che cosa porta ARBoard e che cosa predispone il vostro reparto IT.
Sono prerequisiti da predisporre, non requisiti minimi certificati: le taglie esatte escono dal dimensionamento, fatto con il vostro IT.
Il prossimo passo è un incontro con il vostro reparto IT: definiamo insieme il dimensionamento e il percorso di installazione.
Pianifichiamo l’installazioneNo. Nella configurazione locale tutto funziona anche senza connessione esterna: postazioni, server, dati e AI stanno dentro la rete aziendale. La verifica finale del collaudo si fa proprio con Internet scollegato.
Sì, con la VPN aziendale: un tunnel cifrato porta il PC autorizzato dentro il perimetro, mentre il server resta sulla rete privata. VPN e regole dei dispositivi remoti sono gestite dal vostro IT. La VPN estende il perimetro logico, non crea una rete isolata: in un ambiente air gap l’uso avviene solo in LAN, e l’accesso VPN si collauda separatamente.
Il browser chiama il server con API REST su HTTPS e mantiene un canale Socket.IO su WebSocket sicuro (WSS) per gli eventi in tempo reale. Il server parla con il motore LLM in formato OpenAI (POST /v1/chat/completions), con risposte anche in streaming SSE. HTTPS e WSS richiedono un certificato TLS attendibile.
No: nessuna telemetria. Con Internet scollegato non parte alcun traffico verso servizi esterni, e il vostro IT può verificarlo direttamente sui flussi di rete.
Su un server centrale nel vostro rack, gestito dal vostro IT. ARBoard gira in Docker (container Linux), con i dati persistenti accanto, su volumi inclusi nel vostro piano di backup. Un’unica installazione è condivisa da tutte le postazioni autorizzate.
Un normale PC della rete aziendale con un browser supportato e accesso all’indirizzo interno di ARBoard.
Come pacchetto: immagini Docker e configurazione per il vostro ambiente, già complete di modelli e dipendenze, consegnate offline attraverso il varco controllato dal vostro IT. Gli aggiornamenti sono pacchetti approvati, trasferiti secondo le procedure aziendali.
Dipende dall’uso: postazioni e picchi, modello AI (richieste simultanee, memoria GPU, tempi di risposta), dati da conservare, VPN, backup e tempi di ripristino. Server applicativo e risorse AI si dimensionano separatamente, con una prova sul vostro carico reale; le taglie CPU, RAM e GPU si definiscono nel dimensionamento.
La licenza vive in una chiave USB Wibu-Systems CodeMeter, collegata al server o all’host che gestisce CodeMeter. La verifica avviene in locale, senza Internet e senza servizi cloud; la chiave abilita i posti e i moduli previsti dalla licenza.
Sì: in una macchina virtuale la chiave USB deve essere visibile al runtime CodeMeter.
1 client connesso = 1 posto licenza. Lo stesso conteggio vale per chi lavora in sede, sulla LAN, e per chi entra da fuori con la VPN.
Un LLM servito da un engine compatibile con le API OpenAI, ad esempio vLLM, SGLang, Ollama, llama.cpp, LM Studio o Hugging Face TGI: già presente in azienda o nuovo. L’engine deve supportare il modello e le funzioni API usate da ARBoard, come chiamate agli strumenti e risposte strutturate. All’IT basta indicare endpoint interno, nome del modello ed eventuali credenziali.
No. «OpenAI-compatible» indica il formato delle API: modello e dati restano in azienda, e l’endpoint è interno alla vostra rete.
No. Il motore LLM può stare sullo stesso server di ARBoard oppure su un nodo AI dedicato: dipende dal carico di lavoro e dalle risorse disponibili.
Organizziamo una demo tecnica: vi mostriamo ARBoard al lavoro, rispondiamo alle domande del vostro reparto IT e definiamo insieme il dimensionamento e il percorso di installazione.
Giorgio Insinga — CEOgiorgio@arboard.eu